Le persone hanno sempre paura. Da piccoli del buio. Da piccola io avevo paura anche di andare al piano di sopra, chissà cosa pensavo di vedere. Delle persone che non c’erano, dei fantasmi forse. Ricordo una volta mia nonna mi aveva comprato un vestitino bellissimo. Era rosso, da bambina bella. Mi aveva detto Corri vai a specchiarti di sopra che vedi come stai bene. Ero corsa di sopra ma ero tornata indietro prima di arrivare allo specchio. Avevo finto di essermi guardata, avevo detto Sì, che bello, grazie. Invece entrare da sola in una stanza chiusa, dentro ad una casa così grande, così infognata tra le colline, non ce la potevo proprio fare. Quanto vorrei che le persone avessero ancora paura del buio, o di stare da soli, o del vento forte che sposta le cose in giardino. Invece le persone grandi hanno paura delle cose troppo normali, o troppo difficili. Alcuni adulti hanno addirittura paura delle cose troppo felici.

Soffro quando le persone hanno troppa paura. Soffro anche io, quando ne ho. E’ una sofferenza continua ed inevitabile. Ma la cosa che davvero non riesco a spiegarmi è perchè le persone non si salvino con tutto il resto. Il mondo ha creato di tutto, e l’ha fatto per le persone, per salvarle, per sollevarle, per farle vivere lo stesso nonostante tutto. Nel mondo abbiamo tantissime cose pazzesche. Abbiamo le medicine, la luce, i piumoni, le stelle, il forno microonde, le grucce a forma di polipo per appendere i vestiti, i ferri da stiro, le lenzuola con sopra le cose che ci piacciono, le brioches, dei laser che curano i capelli che cadono. Ma poi cazzo, abbiamo le altre persone. Abbiamo altre persone da odiare quando siamo arrabbiati, abbiamo chi amare per finta quando ci sentiamo soli, abbiamo le persone per farci vedere nudi e sentirci accettati. Abbiamo le persone per sbagliare e farci perdonare.

Non dovremmo mai mai mai mandarci via a vicenda.

Mia mamma dice sempre PAGNUGNA al posto di paura. Lo dice in un modo che sminuisce il senso della cosa. Quando dice pagnugna è come deridere la paura in sè. Mi è sempre piaciuta quella parola. Mi fa sentire che è tutto piccolo. Non so perchè, ma mi fa venire fame.

Le persone sono cose bellissime, tutte. Quando piangono, quando non ascoltano, quando decidono per troppe persone, quando sono sicure di cose non vere, quando muoiono. Tutti ci meritiamo qualcosa di bellissimo dalle altre persone, perchè è tutto così difficile che dovremmo smettere di crescere e di contare il tempo con gli orologi. Dovremmo essere liberi di durare un secondo a letto e poi farci abbracciare per stare al caldo. Tutti si meritano che qualcuno porti il tiramisù, tutti meritano qualcuno che non lo mangi, io mi merito di dire Sono triste e di non ascoltare la risposta. Tutti si meritano qualcuno che si accoccoli vicino e parli nel sonno, che faccia ooooh e invece sta russando, qualcuno da rincorrere perchè il tempo non basta mai, qualcuno da accettare per come è. Dovremmo tutti avere modo di fare fatica, perchè è bellissimo. Dovremmo tutti spezzarci il cuore perchè dopo va bene uguale, avere qualcuno che dica Sono paziente, ho mille risorse. Qualcuno che aspetti finchè abbiamo paura di andare a specchiarci nella stanza dei nonni. Le persone hanno inventato le altre persone per stare meglio, eppure guardaci.

La paura più grande continua ad essere una bugia gigantesca: Ho paura di far male agli altri. Che poi è una banalissima paura del futuro, trasformata in altruismo. Sarebbe Ho paura che le cose vadano a quel modo. Ma come non lo vedi? Le cose vanno sempre a quel modo, il punto è un altro. Il punto è girarsi e guardarsi in faccia e dirsi una cosa buffa, che almeno per quel secondo ti dimentichi. Non ti ricordi neanche più di che cosa, ma te ne dimentichi.

Questa è una storia sbagliata come tante altre. E’ una di quelle che finiscono male perchè non iniziano e non continuano. E finiscono un giorno a caso con poca neve e poco tempo e poche cose vere da dirsi, perchè le cose vere da dirsi sono molto più semplici. Le cose vere hanno forme geometriche, non si scappa. Sono molto più facili. Non sono come il mal di testa, sono più come la camomilla. Sono cose tiepide, sono Tu mi piaci, oppure Sono stanco, oppure Abbi pazienza, oppure Vieni qui.

Le cose vere sono volersi bene, perchè è l’unica cosa. Oltre a quella non c’è nient’altro. E poi si è tristi.